Mercoledì, 11 Agosto 2021 16:41

L'urlo

Scritto da Sal Giampino
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Sento, e il mio sentire è esperienza spirituale e materiale, che stiamo tutti insieme attraversando un ponte. E su questo ponte, in fiamme, terremotati nel cuore e nell'anima, cerchiamo disperatamente di ritrovarci uniti per vincere insieme ciò che non conosciamo, ciò che nessuno conosce, o finge di non conoscere, al di là di ogni congettura di creazione occulta di stampo socio-politico-demografico.

Il ponte è colmo di esseri i cui pensieri, proiettati nella confusione della normalità, divengono urlo di cui, in prima fila, eccomi qui davanti a voi, mi faccio portatore, testimone e cantattore.

Un cielo variegato di colori incerti e spenti ci avvolge in un insieme che non è solo umanità vociante, ma è anche osservazione paurosa, sconforto e timore che un interesse privato stia travolgendo lo spirito di questa nostra contemporanea umanità. Anche i più incoscienti, tra i promotori di quest'azione scriteriata, senza rispetto per ciò che è la componente olistica di cui ogni Essere umano è espressione nel suo privato sentire, mostra, oggi, certamente, il proprio dubbio, il proprio rammarico, forse, la propria paura, certamente la propria incerta, ma già udibile ma timida rinnegazione mediatica. Chissà se anche il pentimento.

Un virus anche più potente e infettante del patogeno che circola attraverso il respiro, sta affogando, in un mare di bugie, ogni possibilità dialogica del voler comprendere, tutti insieme, ciò che accade. La mente mentitrice dei molti, vuole impedire ai pochi, e lo fa costantemente, la necessaria e imprescindibile facoltà umana del comunicare con la parola i propri pensieri divergenti. E' nato il fraterno odio sociale.

Alle tibie rinsecchite divenute armi, i nostri progenitori primordiali seppero, nel tempo, sostituire la parola per discutere e raggiungere, attraverso il confronto, le verità che sono il nostro presente evoluto sotto ogni aspetto: scientifico, tecnologico, medico, culturale, artistico e umanitario. Il progresso.

Progredire, nella mia personale esperienza di vita, immacolata di macchie religiose adducenti colpa e peccato, è l'unica missione che il nostro corpo terrestre possiede come motore dell'evoluzione planetaria. Noi non siamo qui, su madre Terra, per raccogliere i frutti di un karma differente, ma soltanto per promuovere la nostra conoscenza. Ed è soltanto attraverso lo scambio dialogico tra noi Esseri umani che tale conoscenza diviene esperienza comune e progresso unitario. La condivisione, così come la compassione, oggi, mancano nel vocabolario umano. E mi accorgo che le chiese, tutte, nulla fanno a sostegno di tali dinamiche spirituali perché conniventi, nel loro afono immobilismo, con chi sparge paura, terrore e idea di morte. Quell'idea di morte che fu inizio e prerogativa di controllo e dominio da parte delle religioni, la cattolica in prima linea, venditrici del paradiso se sarai stato bravo e ubbidiente in vita”, è, adesso, il vantaggio primario che i televisivi virologi o scienziati, che dir si voglia, potenti e prepotenti, stanno vendendo e svendendo a favore di visibilità, fama, denaro, potere e un loro personale benessere, infischiandosene del benessere comune; perché vogliono fare ed essere ciò che sognavano di fare e di essere per generazioni di loro non-presenza nelle nostre vite, tanto da spingerli, oggi, a mostrarsi modelli e testimonial di un malessere commercializzato, anche al di fuori degli schermi TV.

Sono dinamiche chiarissime per chi non “scende dalla montagna”, con buona pace dei montanari, ma anche loro, se mostrassero quello sguardo attento che la nostra interiore divinità, che è intelligenza creatrice, è capace di attivare, comprenderebbero nell'ascoltarsi e nell'ascoltare il proprio Sé divino in comunione con altri Sé.

E' vero, la conoscenza prodotta dal divino, che è in tutti noi, e che si è espressa per secoli, in “stop and go”, attraverso segnali di visibile difficoltà del nostro pianeta, è finalmente discesa su tutti noi abitatori di questa Terra per merito della “Mère”, la madre di ogni sapere. Ma non basta. Come una cupola illuminante, la conoscenza ci sovrasta e ci comprime, spingendoci con semplicità e maestosa maestria ad agire attraverso i nostri corpi. E' la pro-azione. Ed è, indubbiamente, l'ora del risveglio.

Avete lottato e soccombuto contro difficoltà economiche corroborate da promesse senza verità, alle mascherine, alle carte verdi e alle distanze sociali che hanno allontanato amici, famiglie, conviventi, coniugi, fratelli, sorelle, perfino migliaia di amici virtuali, mai visti, coi quali si intrattenevano rapporti con sole immagini e parole. E non abbiamo urlato. Avete sopperito, cantando sui balconi idioti motivi di una rinascita che era solo illusione di una vita che, invece, ci sfuggiva per sempre, così come conosciuta dai nostri nonni, padri e figli. E non abbiamo urlato. Avete sopportato menzogne chiare fin dall'inizio, credendo ad ingannevoli attese con paracetamolo, a camion vuoti zeppi di bare con pochi nostri amici e compatrioti lì dentro distesi senza regole di reali investigazioni sulla loro inutile, probabilmente indotta, morte. E non abbiamo urlato. Avete aspettato e accettato cure errate con ossigeno pompato a bruciare polmoni incolpevoli dei vostri parenti sedati per non urlare dal dolore. Poi, mentre l'infezione si spargeva attraverso il sistema circolatorio, hnno pensato di introdurre nei corpi un “siero vaccinante” capace di sospingere attraverso un vettore “Spike” quella immunità che, come un razzo verso la luna incantatrice, lasciava invece, dietro di sé gli stadi di oscuri componenti ancor più infettanti l'esistenza dei “vaccinati”; promuovendo malattie future che così diverranno incurabili e, allo stesso tempo, saranno strumenti di controllo di ogni vibrazione umana (silicio, grafene, ferro giallo...). E non abbiamo urlato perché inconsapevoli di tutto ciò che accadeva, malinformati da giornalisti e scienziati collusi.

E allora, è proprio questo il momento di accogliere la consapevolezza, la conoscenza fornitaci da la “Mère” ed agire, e come mio primo atto d'azione io “urlo”.

Urlo per trascinare le coscienze verso l'accettazione di ciò che appare chiarissimo a tutti noi. Urlo per sentirmi e sentirvi, e spingerci uniti verso la potenza che ogni singolo spirito terrestre sa di poter esprimere per ottenere chiarezza, giustizia, verità. Urlo, perché il suono delle mie corde vocali possa svegliare, con amore e senza giudizio, tutti quelli che ancora temono di potersi parlare; di poter parlare al proprio Sé interiore per cambiare il punto di vista imposto da questo “main-stream” della vergogna incomunicante e irrispettosa delle persone cui viene negata la parola: gente comune resistente e premi Nobel dissidenti, vendutici per rincoglioniti dal tempo.

Negare che ciò di cui parlo esista veramente è assolutamente disonesto. E lo urlo con forza a tutti i giornalisti partigiani, importanti e meno importanti, che per qualunque motivo, ovunque si trovino, stanno operando in una direzione univoca e senza scampo, ma so anche che stanno già piangendo amare lacrime, ogni sera, nel loro lettuccio, per essersi accorti del loro misfatto. Per avere contezza esplicita che li attende una nuova "Norimberga". I nomi non li faccio perché li conoscete tutti. Manca loro il coraggio di essere onesti, di ritrattare, di chiedere scusa e perdono a se stessi e a tutti noi per ciò che hanno costruito, perdendo il senso primario dell'equilibrio; e a loro volta insufflati da quel potere occulto che è del demonio, termine nella cui inconsapevole etimologia è presente il divino, essendo solo una contrazione contrita e meschina della parola dio.

L'equilibrio è espressione visiva nella famosa grafica delle due lacrime opposte e capovolte, in cui i colori bianco e nero, vengono assistiti da quel puntino bianco su nero e nero su bianco, segnali di un equilibrio naturale che è anche imperfezione. Ed è all'imperfezione dell'esistenza che noi tutti possiamo mirare come obiettivo ultimo, senza immaginare o sognare, pieni di aspettative, di poter essere perfetti e sempre in salute, ma senza lasciare ad alcuno il diritto arrogante di depotenziare o distruggere un equilibrio naturale, naturalmente raggiunto dalle nostre difese immunitarie e dal nostro corpo fisico che è anche spirito, perché corpo e spirito non sono mai disgiunti.

E allora urlo perché a nessuno sia concesso di inoculare sostanze sconosciute per minare questo equilibrio. L'equilibrio naturale non si tocca mai! Se un corpo è sano è perché lo spirito è sano, e questa sanità di corrispondenze non va mai messa in difficoltà o in discussione. Si interviene soltanto su corpi malati, su corpi che hanno perso quell'equilibrio, tenendo sempre presente, inoltre, che la malattia è un segnale dell'anima attraverso la comunicazione del corpo e che va sempre accettata come strumento di evoluzione spirituale dell'intera umanità, perché ognuno di noi nasce solo, muore solo, ma vive nell'imperfezione dell'insieme che è l'Uno condividente il progredire delle coscienze e della conoscenza.

Urlo e vi chiedo di urlare insieme a me perché questo scempio abbia termine. Senza violenze, ma attraverso una vera rivoluzione del saper osservare il proprio risveglio in modalità spirituale e fisica: “Quella dell'intelligenza creatrice umana”, attraverso il pensiero-desiderio, che non conosce altro che la vittoria di una divina anarchia.

Salvatore Giampino

 

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